Neo-ristorazione: cos’è?

Fritto misto alla livorneseCi sono definizioni che a volte sollevano dubbi sulla necessità da dare sempre un nome ad ogni fenomeno in atto, è il caso della cosiddetta “neo-ristorazione” che a guardarla bene forse tanto “nuova” non è, esaminiamo un poco i dati che la realtà sottopone alla nostra attenzione. Le ricerche di mercato condotte dall’Istat pongono in evidenza i comportamenti che i consumatori mettono in atto consumando pasti fuori dalle mura domestiche.

L’esempio di alcune tendenze alimentari in Italia ci viene fornito da questi dati:

1. Il 66% della popolazione consuma la prima colazione completa;
2. Più del 50% degli adulti consuma uno spuntino fuori pasto;
3. Lavoratori e studenti consumano, a pranzo, principalmente panini e/o piatti unici;
4. Quotidianamente il 75% degli adulti consumano il dessert.

Dalle inchieste di settore emergono poi due atteggiamenti diversi rispetto al cibo, due diversi modi di approcciarsi al mercato e ai prodotti in esso commercializzati. La dicotomia è tra prodotti industriali e prodotti alimentari di qualità:

1. I prodotti industriali: sono pratici ed economici, facilmente acquistabili. I consumatori
cercano spesso per i pasti fuori casa locali che propongono pietanze dai gusti standardizzati. Questo causa una massificazione del gusto e va a discapito con la qualità del cibo;
2. I prodotti alimentari di qualità: sono prodotti con specifiche caratteristiche nutrizionali provenienti da coltivazioni e allevamenti locali, che possono essere acquistati direttamente dal produttore. Per i pasti fuori casa si va alla ricerca di ristoranti tipici locali che vengono pubblicizzati dai media o dalle riviste gastronomiche che valorizzano i “cibi poveri“.

In questa cornice di mercato in perenne conflitto, in questa cultura che ancora vive il dubbio amletico del “essere o non essere“, della qualità o del cibo spazzatura, si inserisce il concetto di neo-ristorazione, avvero di nuovi modi di fare ristorazione. Ma è sempre vero? E’ sempre nuovo ciò che ci viene propinato oppure è frutto della storia e dei luoghi che lo offrono? I libri di testo sono ambigui, parlano di nuove forme di ristorazione laddove di nuovo c’è ben poco.

Lampredotto toscano

  • Ristorazione tradizionale intermedia:
    – pizzerie
    – enoteche, wine bar
    – trattorie, osterie
    – agriturismo
    – ristoranti a tema
    – ristoranti etnici
  • Ristorazione tradizionale gastronomica:
    – ristorazione alberghiera
    – business hotel
    – international Airport hotel
    – beauty farm, SPA, centri benessere
    – villaggi turistici
    – Ristoranti gourmet
  • Neo-ristorazione:
    – ristorazione ambulante e automatica
    – bar e ristobar
    – fast food e take away
    – self service

Arancini sicilianiQuesto è quanto emerge dalla consultazione dei libri di testo specifici di settore, che includono all’interno di siffatta classificazione anche lo “Street Food” che tanto – neo – non mi sembra possa essere considerato, vista la lunga storia che determinati territori vantano rispetto ad alcuni cibi di strada.

E ‘ debba considerarsi come neo-ristorazione la nuova forma di ristorazione a domicilio che utilizza software del tipo applicativo per Smartphone e PC, e che consente di consumare comodamente a casa propria pasti prodotti in una struttura ristorativa sufficientemente distante dalla propria abitazione, e che permetta la consegna in tempi adeguati e nel rispetto delle norme igieniche in vigore (principio non sempre rispettato).

Allo stesso modo non può essere considerata neo-ristorazione il modello “street-food“, che invece vanta una storia ben radicata sul nostro territorio, ammenoché non sia organizzato con modernità e innovazione (forte il legame che può derivare dalla congiunzione di Risto-Bar e Street-food che considerino questi ultimi in particolari formule offerte ai propri clienti) – un esempio potrebbe essere un risto-bar che organizzi un brunch con evidenti richiami allo street-food più in voga ovvero uno Steet Food Gourmet, cibo da strada ripensato in chiave più nobile e ricercata.

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Informazioni su Galiotta Massimo

Insegnante di Enogastronomia

Pubblicato il 2 maggio 2018 su Turismo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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